Trattate la vostra mala con amore, cura e rispetto, nutritela con le vostre più positive intenzioni, connettetela con la vostra routine di yoga e meditazione e indossatela sempre con un sorriso sul viso.

Ma come puoi assicurarti che la tua mala rimanga una preziosa compagna nel tempo?

Prima di tutto, la longevità della tua mala dipende dal fatto se la usi solo per la pratica meditativa o se ti piace indossarla anche come un gioiello nella vita di tutti i giorni.
Ad ogni modo, assicurati di non “stressarla” troppo avvolgendola al polso e tirandola e quando non la usi riponila nella sua porta-mala.

Ogni Japamala di Namamālā viene accompagnata da una sua speciale porta-mala, in tessuto e create appositamente da un’artigiana in Turchia.

Ricorda che non è semplicemente un accessorio ma un vero e proprio talismano personale che ti accompagnerà nel tuo percorso di vita.

Anche se le gemme sono robuste, possono scheggiarsi se colpite contro superfici dure quindi assicurati di non farla cadere o di schiacciarla per evitare di rompere le pietre.
Evita il contatto con l’acqua e togli la tua mala prima di fare la doccia, nuotare e praticare sport.
Acqua e umidità potrebbero danneggiare filo e nappa, rendendoli più sgualciti e allentando i nodi.
Non esporre la tua mala a sostanze chimiche aggressive contenute in prodotti cosmetici, come quelli per la cura dei capelli, profumi e lozioni per il corpo (indossatela quindi sempre dopo l’applicazione di queste!).
Alcune pietre sono porose ed assorbono queste sostanze rendendole nel fragili, tieni presente però che ciò che la natura crea non resterà per sempre uguale ma, nel corso del tempo, le pietre potranno subire delle variazioni sul colore e questo è dovuto al ph della pelle, luce, calore…

Japamala Namamala

Charm, Pendenti e Guru

Se la tua japamala contiene elementi in argento tibetano o ottone esponendoli all’umidità, al calore del corpo e all’aria mentre li indossi possono lasciare un po’ di ossidazione sulla loro superficie con il tempo.
Puoi aiutarli lucidandoli delicatamente e regolarmente con un panno morbido ma anche se nel tempo avranno un effetto un pò anticato non perderanno mai la loro bellezza.

Nappina

Creo ogni singola nappa a mano per le mie japamala, usando filo di seta o seta indiana riciclata (Sari Silk).
Il filo di seta è vellutato e piacevole al tatto ma anche più suscettibile all’umidità e ai grovigli.
C’è un modo semplice per far tornare la nappina dritta se dovesse diventare crespa e aggrovigliata nel tempo.
Distribuiscila con cura con un pettine o con le dita, posiziona un tessuto sopra e per pochi secondi (pochi!) puoi passare la piastra per i capelli o, se non ce l’hai, puoi utilizzare anche un ferro da stiro.

Rottura di una Japamala

È opinione diffusa che una mala spezzata simboleggi una svolta nel tuo viaggio personale: è una manifestazione della progressione spirituale che hai compiuto.
L’intenzione che hai inserito nella tua japamala si è realizzata e quindi il suo scopo è stato raggiunto

 

Ad ogni modo, ricorda che tutte le Japamala di Namamālā hanno la prima riparazione inclusa.

Ricaricare e Purificare

Purificare le pietre e i cristalli significa rimuovere l’energia e le vibrazioni negative accumulate su di essi, ed esistono veramente tanti metodi per farlo ma, io credo che l’importante sia trovare quello che più ci rispecchia e metterci il cuore quando lo si fa.

 

 

Tutte le Japamala che creo, prima di raggiungervi, vengono fumigate con la Salvia Bianca, molti usano anche altri tipi di incensi o erbe, ma io adoro e mi sento in armonia con questa.

Questa salvia è stata usata per millenni dai nativi americani e a tutt’oggi viene utilizzata per purificare l’ambiente e gli oggetti, e proteggersi dalle energie negative.

Non a caso gli sciamani la usavano, e usano, per liberare gli spazi dagli spiriti maligni durante i propri riti.

Un altro metodo che vorrei consigliarvi è il così chiamato “metodo della luna”.

Durante la luna crescente, meglio ancora se è una notte con luna piena, riponete la vostra Japamālā su un panno vicino a una finestra per tutta la notte.
Il giorno dopo, non utilizzatela, ma lasciatela riposare al buio, anche dentro ad una scatola o alla sua porta-mālā.
Attenzione però che questo metodo non va bene per tutte le pietre ma solo per quelle per così dire “femminili” e cioè tutte quelle trasparenti, azzurre, viola/rosa o che lavorano sulle emozioni femminili, la sensibilità, i sogni e le percezioni.

Ad ogni modo ricorda che è sempre importante l’intenzione che riponete nella vostra Japamālā ed è quindi fondamentale infondere intenzioni positive e questo avviene sicuramente durante la meditazione ma anche quanto le toccate indossandole.

Per qualsiasi dubbio o consiglio io sono qui.